Palazzo Chigi in Ariccia Comune di Ariccia
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MERAVIGLIE DAL PALAZZO
Dipinti, disegni e arredi della collezione Wittgenstein-Bariatinsky dal Palazzo Chigi in Ariccia

Ariccia, Palazzo Chigi, 25 novembre 2011 - 28 gennaio 2012

Organizzazione: Centro Europeo per il Turismo

Progetto: Daniele Petrucci, Francesco Petrucci

Contributo: Provincia di Roma

 

 

La Principessa Bariatinsky

Il Palazzo Chigi in Ariccia, quasi come un vaso di Pandora delle curiosità o scrigno delle meraviglie, espone ancora una volta in una mostra, materiale in gran parte inedito proveniente dai suoi depositi, accuratamente studiato e catalogato dopo anni di ricerche.
Nell’ambito delle multiformi raccolte della dimora chigiana, incentrate prevalentemente sul barocco romano, viene presentata in anteprima un’eccezionale collezione di opere d’arte e documenti d’interesse storico-artistico inerenti la famiglia russa dei Bariatinsky e quella tedesca dei Wittgenstein, tra le più prestigiose casate della grande aristocrazia europea. Una mostra quindi di carattere internazionale con uno spiccato taglio europeistico, realizzata con il contributo della Provincia di Roma, in continuità con la mostra dello scorso anno sugli abiti Chigi (Bellezza e Lusso).

Le opere esposte, tra dipinti, acquerelli, disegni, incisioni, fotografie, documenti e manufatti vari, provengono dall’eredità della principessa russa Leonilla Bariatinsky (1816-1918), sposa del principe lituano Ludwig Sayn-Wittgenstein, figlio dell’eroico generale Wittgenstein che salvò San Pietroburgo dall’invasione napoleonica. La loro figlia Antonietta sposò nel 1857 il principe Mario Chigi.
Leonilla, considerata una delle donne più belle d’Europa, frequentò la corte degli zar, quella di Napoleone III e dell’imperatore di Germania, conoscendone i fasti e la decadenza. La collezione esposta, offre attraverso i suoi occhi e le sue relazioni uno sguardo privato ed unico su quel mondo scomparso e affascinante.
La collezione è oggi in gran parte proprietà del Comune di Ariccia, che nel dicembre 1988 acquisì dal principe Agostino Chigi il palazzo con tutti i suoi arredi. Alcune opere sono state concesse in prestito dagli eredi Chigi.

Per l’occasione sono esposti per la prima volta vari ritratti raffiguranti membri di queste illustri casate europee, tra cui quelli del principe Ivan Bariatinsky e della moglie Catherine Holstein-Beck di Pietro Rotati, i ritratti di Ivana Ivanovich Bariatinsky e di Marie Wilhelmine Keller detta “la Bariatinskaia” di Elisabetta Vigée Le Brun, oltre a ritratti dei Sayn-Wittgenstein di Petr Fedorovich Sokolov (1791-1848) e Yan Ksaveri Kanievski (1805-1867), tra i più ragguardevoli ritrattisti dell'ottocento russo.
Notevole anche la raccolta di documenti, alcuni provenienti dalla corte dei Romanov, di incisioni con vedute della Russia, di Mosca e del Cremlino, e le rarissime “fotografie all’albumina” che forniscono un quadro della grande aristocrazia europea nella seconda metà dell’800. Tra le fotografie esposte quella dello zar Alessandro II da lui autografata. Tra i ritratti inediti quello dell’imperatrice Alexandra Fiodorovna di Franz Xaver Winterhaler, ritrattista delle grandi corti europee. Viene esposto anche un gruppo inedito di ritratti a lapis eseguiti dal pittore Jean Gudin, raffigurante le frequentazioni del salotto letterario della principessa Bariatinsky. Sono presentate in anteprima anche lettere dello storico russo granduca Nikolaj Romanov, zio di Nicola II, indirizzate alla principessa Leonilla Bariatinsky, alcune relative agli eventi rivoluzionari e al drammatico cambiamento dei tempi.

Sono presenti anche oggetti d’uso, come una tazzina da tè manifattura Meissen con il castello di Sayn, un portagioie e la portantina della principessa Leonilla, un vaso da toletta della principessa Antonietta o la sua sedia a rotelle utilizzata quando era anziana, oltre a varie altre curiosità.
Nell’ambito della raccolta assume particolare interesse il gruppo di rare vedute d'interni del XIX sec., documento del gusto nell’arredamento, tra neoclassicismo, biedermeier, neogotico e neobarocco. Una parte della collezione, oggi dispersa, fu pubblicata da Mario Praz nel volume fondamentale La filosofia dell'arredamento, ma quella che rimane ad Ariccia, opera prevalentemente del pittore russo Vasily Semenovic Sadovnikov (1880-1879), uno dei maggiori specialisti dell’ottocento in tale genere, costituisce la sezione più importante e suggestiva, addirittura riprodotta nel XIX in alcune celebri litografie le cui lastre originali sono conservate all'Università di Vilnius; alcune di queste litografie facenti parte dell'Album de Vilno, commissionato dal medico lituano Wilczinsky, sono esposte in mostra e fanno parte sempre della collezione Chigi. Le vedute illustrano proprietà Wittgenstein presso Vilnius, Coblenza, Kursk, Losanna e Parigi.
Alcune di queste vedute d’interni furono esposte in anteprima a San Pietroburgo nel 1991 in una grande mostra sui “Pittori Russi in Italia”, ove Ariccia figurava come maggior prestatore rispetto agli altri importanti musei italiani, a palazzo Ruspoli nel 1992 e presso la Bibliothèque Marmottan di Parigi nel 2002.

La mostra propone quindi un affascinante spaccato sull’Europa dell’alta aristocrazia e delle grandi monarchie, rivolto in particolare all’est, attraverso tre grandi famiglie di genealogia italiana, russa, tedesca e lituana.

 

Orario di apertura al pubblico:


dal marted́ alla domenica
dalle ore 10,00 alle ore 13,00
e dalle ore 15,00 alle ore 18,30.

Ufficio stampa: Franco Cavallaro

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